domenica 21 dicembre 2014

4writers: [racconti brevi] - Questione di peso (di Arianna B...

4writers: [racconti brevi] - Questione di peso (di Arianna B...: Cari amici, con il contributo di dicembre ho aperto una piccola finestra su uno dei mali oscuri dell'animo. 

mercoledì 10 dicembre 2014

Cinque anni dopo -13 dicembre 2014

Se ripenso allo sforzo che ho fatto per continuare la strada intrapresa, non posso che farmi i complimenti da sola, anche se non si dovrebbe fare, anche se il bon ton impone che gli elogi siano sempre gli altri a farli, ma sapete cosa vi dico, per una volta mando a quel paese le convenzioni sociali e mi dico BRAVA. 
I primi tempi sono stati durissimi. Ho avuto tachicardia e sono ingrassata. La maggior parte del mio mondo fumava, ero la sola a restare al tavolo al ristorante quando gli altri si alzavano per uscire a fumare, le pause cicche al lavoro, ho anche sognato per anni di accendermi una sigaretta. 
All'inizio i sogni erano così  frequenti e reali da sentirmi in colpa la mattina successiva per aver infranto il patto con me stessa.
A distanza di cinque anni e un totale di zero sigarette fumate, e ragionando secondo le teorie di Allen Carr a 36.500 sigarette non fumate e un attivo di 8.760€ (euro più euro meno) risparmiati, sono felice di essermi liberata dalle catene che per troppo tempo mi avevano imbrigliata.
Prima di smettere avevo paura di affrontare una vita senza fumo, temevo che le pause non sarebbero state più rilassanti, che le chiccherate delle amiche sarebbero state meno appaganti insomma, temevo di trovarmi triste come un'eterna insoddisfatta. 
Mi sbagliavo di grosso, perché vivendo mi sono resa conto che non ho bisogno delle sigarette, sto bene, anzi meglio senza.
Esiste una vita senza fumo, basta solo crederci fortemente, poi quale sia la motivazione che porta a rompere le catene del vizio, poco importa. 

A presto 

Arianna





martedì 2 dicembre 2014

Secondo appuntamento - perché ho deciso di smettere

Non ho smesso perché il fumo fa male, almeno, non solo per quello. 
Per chi non ha mai fumato è difficile, forse quasi impossibile, comprendere i meccanismi mentali che si attivano in un fumatore.
Sembra semplice ad occhi inesperti, l'assioma è talmente lineare che non si capisce proprio dove sia la difficoltà. 
Smetti perché fa male, punto, argomento chiuso. 
Ti berresti volontariamente un flacone di detersivo? Certo che no, che domanda idiota! Eppure le sigarette le fumi, magari nell'immediato fanno meno mal di pancia del detersivo lava piatti, ma alla lunga non so chi vince fra i due...

Quando ero fumatrice e mi sentivo dire, saggiamente, smetti di fumare perchè fa male, mi saliva una rabbia cieca. Mi sentivo presa in giro. E grazie al ...., ci eravamo arrivati già da tempo tutti quanti a questa conclusione, anzi dirò di più, lo sapevo anche prima di iniziare che mi avrebbe fatto male, ma non è bastato a fermarmi dal cominciare né a smettere poi. 
Questo non vuol dire che sono una masochista o una scema e così pure non lo sono gli altri fumatori o ex fumatori. 
Voglio chiarire prima di tutto che chi fuma non vuole farsi del male. 
Chi fuma ha le sue personalissime ragioni per farlo e soltanto lui conosce, ma parlando con ex colleghi di cicca, non ho mai sentito nessuno (e sottolineo NESSUNO) dire che sta tentando il suicidio fumando una sigaretta. Ci sono tanti modi più efficienti e veloci per farsi del male rispetto al fumo.

Ma ora parliamo di me... Ho smesso il 13 di dicembre 2009, ma era dal 2003 che provavo a smettere. C'ero anche quasi riuscita nel 2005, ma nel 2006 sono crollata miseramente, ho fatto l'errore madornale di credere di poter governare il vizio, così ho ricominciato a fumare una sigaretta ogni tanto, che però nel giro di qualche tempo si è moltiplicata per due, poi si sa che non c'è due senza tre e il quattro vien da sè e da lì, si è riaperto il barato che mi ha riportato in centrifuga e mi ha portato via e a quel punto contare le sigarette del giorno è divento superfluo.
Ogni volta che smettevo e poi ricominciavo riprendevo a fumare più di prima, un crescendo continuo, intervallato da colpi di tosse e disgusto per l'odore stantio del fumo sui vestiti, i capelli e la pelle. 
Posso affermare che la vittoria definitiva non è stata altro che l'epilogo di un percorso individuale fatto di alti e bassi, che mi hanno permesso di dare il colpo di coda finale. 
Se posso permettermi quindi di dare un consiglio a chi desidera smettere, ma non ci è ancora riuscito, dico di provarci sempre, perché serve ogni esperienza, anche se fallimentare, anche se provoca frustrazione e ci fa sentire inadeguati e insoddisfatti.

Ma ritorniamo a me, a cavallo fra il 2008 e 2009 ho letto il libro "Smettere di fumare è facile se sai come farlo" almeno tre volte e in nessuna delle tre ho smesso di fumare, ma ho iniziato a metabolizzare seriamente la decisione. 
Paradossalmente, e qui salteranno sulla sedia molti salutisti, l'elemento scatenate sono stati i capelli. Già, stupidi e miseri capelli.
Ho sempre avuto la fissa di avere i capelli puliti e profumati. Per anni li ho portati di una lunghezza media, più corta che media, più o meno ad altezza spalle. Nel 2008 invece li ho lasciati crescere, fino a quasi metà schiena. In quel periodo poi fumavo parecchio e i capelli lunghi erano una spugna. Assorbivano l'odore e mi sembrava di essere un posacenere. Mi lavavo i capelli tutti i giorni, ma bastava una sola cicca per impregnarli. Ho provato a smettere prima in primavera e poi nell'estate 2008, ma non ci sono riuscita. 
Nel 2009 lo schifo per l'odore aumentava e paradossalmente aumentavo anche le cicche. Finché non è arrivato dicembre e alla vigila di una cena di Natale con amici ho deciso che l'indomani avrei smesso.
Sono andata in farmacia, ho acquistato i cerotti (all'epoca non c'erano le sigarette elettroniche) e un pacchetto di sigarette nuovo, anche se ne avevo più di dieci.
Nel mio ultimo giorno da fumatrice ho acceso una sigaretta dopo l'altra e non ho detto a nessuno che avrei smesso di fumare.
Nell'arco di un pomeriggio/sera ho finito il vecchio pacchetto e quasi tutto il nuovo. Ne avevo lasciata intenzionalmente una.
La mattina dopo mi sono svegliata con una sensazione di schifo che raramente ho provato in vita mia, ma ormai ero decisa ad andare fino in fondo, ho preso l'ultima sigaretta l'ho annusata e quasi non vomitavo, l'ho accesa e l'ho fumata a gran fatica. Quando l'ho spenta ero sollevata. Mi sono alzata e ho applicato sul braccio il cerotto. 

Era il 13 dicembre 2009 e quella è stata la mia ultima cicca.


 




sabato 29 novembre 2014

Perché ho iniziato

Un motivo vero e serio non c'è. Ero giovane, tremendamente giovane e incosciente. 
Giocare con la sigaretta fra le dita mi sembrava divertente e credevo che mi attribuisse fascino e, perché no, pure una discreta dose di autorevolezza. 
La prima sigaretta è stata accesa quasi per gioco, molto per sfida, contro chi ...non si sà. La forza che sprigiona la voglia di imporsi degli adolescenti la conoscono soltanto loro nella sua irruenza. 
Eppure già allora sapevo che era sbagliato, sapevo che mi avrebbe fatto male, ma credevo che provare non mi avrebbe incatenata.
Ed infatti non fu così da subito. Ho passato gli anni delle superiori a fumacchiare più o meno di nascosto senza troppa convinzione, ero sicura che avrei smesso quando avrei voluto e forse allora poteva essere anche vero. Poi, però, è arrivata l'Università e la cicca era diventata l'amica delle pause studio, l'amica che mi aiutava a governare la tensione prima degli esami o di un qualsiasi evento che portava stress, poi è diventata l'amica con cui riempire i tempi morti e lì è stata la fine. 
Sigaretta dopo sigaretta gli anni sono passati, ho finito l'Università ed è subentrato il lavoro e tutto il resto. 


 




mercoledì 26 novembre 2014

Smettere di fumare... Si può fare!

In occasione del quinto anniversario del mio personale DDday del fumo, ho deciso di creare una mini rubrica dedicata a questo argomento. 

Tre incontri in cui parlerò del perché ho iniziato, del perché ho smesso e di come mi sento oggi. Racconterò la mia storia senza voler fare morali o insegnare niente a nessuno, nella speranza tuttavia che possa essere di spunto per chi sta ancora cercando la spinta per compiere IL gesto d'amore verso se' stessi.

Il primo appuntamento è previsto per i prossimi giorni.

A prestissimo

Arianna

lunedì 24 novembre 2014

Ca' Moreno - Modena

Ho trascorso lo scorso week end in un caratteristico e accogliente B&B nelle colline modenesi, vicino Castagneto. Un luogo incantevole anche a novembre. 
Seguono alcune foto di questa piccola oasi di tranquillità.






venerdì 21 novembre 2014

Cake design

Era da tempo che desideravo provarci,  quasi temevo fosse troppo difficile. .. ed invece è con orgoglio che vi presento la mia prima creazione di cake design.


venerdì 7 novembre 2014

Giovedì sera

Giovedì è già trascorso, 
da pochi minuti è iniziato il nuovo giorno
anche se non sono ancora andata a dormire.
Gli occhi fanno male dal sonno,
ma la mente corre inesorabile,
inarrestabile,
come sempre viaggia a mille all'ora,
sempre nella corsia di sorpasso.
Questa sono io, questa è l'Arianna in cui mi riconosco.


lunedì 3 novembre 2014

Apprezzare i piccoli momenti

La vita è rilassarsi a letto con il mio bambino che russa dal raffreddore, guardando un improbabile programma sulla rieducazione di animaletti birichini.  

4writers: [poesie] - Mattino di una giornata qualunque (di A...

4writers: [poesie] - Mattino di una giornata qualunque (di A...: Mattino di una giornata qualunque Suona la sveglia, uno, due e tre volte, il silenzio finalmente rimbomba nell'ar...

lunedì 13 ottobre 2014

Aspettando l'inverno

Aspettando il freddo,la neve, le guance arrossate e le cioccolate calde, regalo un'immagine dello scorso inverno.

lunedì 6 ottobre 2014

martedì 9 settembre 2014

Finalmente!

Finalmente sono di nuovo online! 
La mia piccola tempesta aveva ridotto lo schermo dell'ipad a un puzzle, ho atteso più di un mese, ma alla fine sono tornata, con molte novità da raccontarvi! A brevissimo interessantissimi post!

sabato 12 luglio 2014

Sabato in famiglia....

una buona cena, una risata, un cartone animato e sono felice di trascorrere il sabato sera a casa con la mia famiglia.


 

mercoledì 9 luglio 2014

Buona notte dalla Pimpa

Una simpatica ranocchia da colorare di una app. della Pimpa e' uno dei giochi preferiti dal mio piccolo cuoricino, che rasenta il metro di altezza, ha profondi occhi neri e che dispensa sorrisi genuini.
Lui così piccolo, mi ha aiutato a capire molto.
Lui che è e sarà sempre una parte di me.
Buona notte dolce tesoro, ti auguro un lungo sogno popolato di colori e di giochi.

La tua mamma

Nina (di Arianna Berna)

4writers: [racconti brevi] - Nina (di Arianna Berna): NINA Mi chiamo Nina e sono una formichina. Ho lunghe antenne nere sulla testa, che scuoto per parlare con le mie amiche operaie. ...

martedì 3 giugno 2014

Vivere

.... Vivere... E' passato tanto molto tempo... Vivere e poi sorridere dei guai....
Vasco parecchio tempo fa scriveva questi brani, di cui forse ho pure cannato qualche parola. Perdonatemi, vado a memoria e per una volta, non ho voglia di fare ricerche per verificare che sia tutto perfetto. 
Questa sera ho solo voglia di scrivere e dare forma ai pensieri.

Vivere ... Vivere e' un'avventura ogni giorno e una sfida continua. A volte e' eccitante, a volte faticoso e difficile, ma minuto dopo minuto il tempo trascorre inesorabile e non abbiamo scelta, dobbiamo vivere per forza, con gli impegni che si accavallano e i compiti da sbrigare che si ammucchiano l'uno sull'altro, mai fermarsi anche se a volte sarebbe sarebbe meglio prendere fiato, per poi ripartire alla grande.
Con questa perla di saggezza, auguro una buona notte al mondo e a chi mi legge in questa notte di fine primavera.




.: [ritratti] - Margherita Hack (Arianna Berna)

.: [ritratti] - Margherita Hack (Arianna Berna): "L’amica delle stelle" Ho scelto di parlare di Margherita Hack perché è una delle donne che più stimo. Di lei mi ha sempre co...

lunedì 19 maggio 2014

.: [poesie] - Malinconica Venezia (Arianna Berna)

.: [poesie] - Malinconica Venezia (Arianna Berna): Le onde sbattono contro il vaporetto L'acqua sembra quasi pulita, Lo sguardo spazia nella laguna Grigia, e' così languida l&#39...

.: [il mondo delle donne] - Tempismo (Arianna Berna)

.: [il mondo delle donne] - Tempismo (Arianna Berna): Tempismo “Ma quanto piove oggi?” chiese Arturo a Beatrice, che si volse nascondendo l’imbarazzo dietro un sorriso gentile, qualsiasi ...

domenica 6 aprile 2014

.: [racconti brevi] - Gioventù (Arianna Berna)

.: [racconti brevi] - Gioventù (Arianna Berna): Negli occhi ancora l’acqua cristallina, il sapore di salso sulle labbra, l’odore inebriante della macchia mediterranea che stordisce la m...

sabato 8 febbraio 2014

Andando al lavoro qualche giorno fa...

Nell'ultimo anno una società di grafica espone frasi motivanti nella tratta Conegliano-Vittorio Veneto. Qualunque sia lo scopo, scaldano il cuore

martedì 4 febbraio 2014

un emozionante bilancio a cura di Silvia http://ragazzainrosso.wordpress.com/2014/02/04/4writers-4blog-un-bilancio/

domenica 2 febbraio 2014

Ultima intervista ad Arianna

Un ringraziamento a Silvia per l'intervista 
 http://ragazzainrosso.wordpress.com/2014/02/01/terza-ospitata-arianna-berna/. 
Con questo si concludono le interviste che mi riguardano della maratona 4 writers. 4Blog, ma la chiusura ufficiale spetta domani a Monica con l'intervista a Silvia. Grazie ragazze!

venerdì 31 gennaio 2014

4 Writers. 4 Blog ... ecco a voi Monica Coppola!

Monica è una giovane donna di 39 anni, con una laurea in Lettere Moderne, due figlie, un marito, un criceto e un blog. Si occupa di marketing e comunicazione e nel tempo libero scrive e scrive bene, molto bene.
Monica è una donna vera, forte e multitasking come devono essere le donne oggi per sopravvivere al turbinio di eventi ed impegni giornalieri. Riesce a coltivare la sua passione nei ritagli di tempo, ma anche se le giornate dovrebbero essere di almeno trenta ore per fare tutto, non si dà per vinta, partecipa a concorsi, legge, studia, si documenta, non è mai statica e per migliorarsi si mette in discussione continuamente partecipando a convegni e corsi sulle varie tecniche di scrittura.

L’incontro con Monica è stato quasi casuale, perché prima di lei ho conosciuto la sua Viola, sulla piattaforma del sito mio libro http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=1010331.
Stavo cercando un buon libro da commentare fra le ultime novità del sito e l’ho vista. Viola mi ha colpito subito, con la sua copertina accattivante e azzeccatissima. Ho aperto il file e letto le prime pagine e senza accorgermene avevo già finito l’anteprima. Monica con il suo stile ironico e spigliato mi aveva catturato. Dovevo leggere quel libro fino alla fine, ma soprattutto volevo lasciare il giusto tributo ad un’opera che merita. Così ho divorato il questo romanzo che ha tutte le caratteristiche per emergere e l’ho recensito intitolando i miei commenti nell’unico modo possibile “Amore a prima vista”.

Il romanzo, classificato fra i  primi 100 del concorso “ilmioesordio”, ha ricevuto recensioni e commenti positivi:
Gessica Franco Carlevero inizia così la recensione del libro  “Viola fa venire il buon umore. E' capace di mangiare funghetti al cioccolato a un colloquio di lavoro, raccontare storie su un tacchino, sottrarre ciambelle a una vecchietta, portare all star fuxia come stivaletti tacco 12.
Sonia Moretti incalza “A chi non è mai capitato di sentirsi nel posto e nel momento sbagliato? Di chiedersi "come mai la fila accanto va sempre più veloce? "... Mi sembra di conoscerla da sempre Viola, e le sue vertigini di chi vorrebbe soltanto decollare. E resto incollata alle pagine dove, come su un palcoscenico, uno ad uno prendono vita tutti i personaggi che incontra o che da sempre fanno parte della sua vita
Anna Beccaria commentaHo sfogliato le prime pagine e dopo qualche minuto ero già catapultata nel mondo di Viola. E l\'ho adorata da subito...con la sua spontaneità, freschezza, semplicità e voglia di andare avanti, sempre, nonostante tutto, con una buona dose di sana autoironia e caparbietà.(…)”
Lorella Filippin continua “Ogni personaggio in questo romanzo, dai principali alle “comparse”, possiede un tocco di freschezza e originalità, pur essendo descritto in maniera talmente reale, che quasi ci si aspetta di vederlo comparire da un momento all’altro nella propria vita. (…)”
Paolo Malaman stupisce “Un libro da femminucce per le femminucce? assolutamente NO! Per niente noioso anzi, brillante piacevole e di facile lettura, questo anche grazie alla scrittura fluida e ben impostata. Una bella scoperta.”

Viola e tutti gli altri personaggi del libro sono descritti con ironico realismo e si presterebbero anche ad una rappresentazione in video, mi piacerebbe vedere Viola protagonista di un bel film, che di sicuro scalerebbe i botteghini! Si perché il romanzo di Monica, piace a uomini e donne, per la sua spontaneità e simpatia, ma anche profondità.
Il libro di Monica è acquistabile al seguente link in formato cartaceo o in ebook.
Monica ha anche un blog in cui si è divertita a raccontare le avventure di una scrittrice alle prime armi http://violavertiginievaniglia.blogspot.it/

Ho chiesto a Monica di raccontarsi un po’ rispondendo alle seguenti domande:
Ritieni che leggere aiuti a scrivere?
I libri sono fondamentali non solo per “nutrire la mente” con ingredienti nuovi, ma anche  per assorbire nuove idee, parole, tecniche narrative.
E  per capire quanta strada abbiamo da fare avvicinarci “stilisticamente” un po’ di agli autori che amiamo di più
Come sei passata dalla lettura alla scrittura?
Sono sempre state due passioni alimentate una dall’altra. A volte hanno avuto fasi alterne, altre una ha predominato sull’altra. Da ragazzina scrivevo in continuazione di tutto, racconti, favole, poesie, articolo per i giornali locali.  Leggevo molto ma scrivevo di più. Sapevo e sentivo che quella era la mia strada. Poi c’è stato un lungo black out della penna in cui invece è stata la lettura a prendere il sopravvento…Più leggevo e più mi sentivo “impreparata “ a scrivere. Ho rimesso nel cassetto il mio sogno bambino troppo spaventato e intimorito dalla bellezza di ciò che leggevo…Fino a quando mi è capitato tra le mani un romanzo di Bianchini, semplice ma originale e divertente “Ti seguo ogni notte”. E dopo tanto tempo ho ripreso in mano la penna ed ho iniziato a “scrivere per divertirmi” lasciando libera la mente di andare là dove voleva e pazienza se poi non veniva fuori un testo narrativo da Premio Strega.
Adesso scrittura e lettura vivono un periodo felice in cui convivono allegramente insieme…anche se lo spazio da dedicare ad entrambe è sempre molti più ridotto rispetto a  quello che vorrei…
Il progetto Viola vertigini e vaniglia è stato quasi un percorso di vita da scrittrice, in cui ti sei messa in discussione. Hai voglia di parlarcene?
Il mio primo tentativo di romanzo era nato mettendo insieme una raccolta di racconti ironici sul caos. Era carino ma da subito capivo che potevo fare di meglio e poi non ero convinta della sua natura “ibrida”: non era né un romanzo è un manuale.
Ma era qualcosa da cui partire, molto di più di un semplice racconto e allora ho deciso di farmi un regalo.
Volevo  che la mia scrittura avesse “uno spazio tutto per sé”
Questa è stata la prima svolta: concedermi del tempo per concentrami sulla mia passione in modo strutturato e costante. Cercare il confronto con una persona competente, in un luogo dedicato.
Ho girovagato su internet è ho trovato questo corso individuale che mi dava la possibilità di lavorare direttamente sul mio testo.
E’ nata da lì la voglia di provare a trasformarlo in un romanzo vero.
Per arrivare alla stesura finale ho lavorato a lungo, tanto che gli otto mesi di corso iniziale sono poi diventati quasi un triennio.
E per la prima volta nella mia vita, tagliando, limando, smontando e ricomponendo infinite volte le varie parti del romanzo ho sentito tutta “la fatica di scrivere”.
Che è una fatica  meravigliosa perché, soprattutto quando sei ad un passo dalla fine, senti che la storia ti esplode nella mente e cresce, cresce…Come un piccolo fiocco di neve che è diventato una valanga  creativa, che contamina ogni cosa, e tu non trovi pace fino a quando non hai scritto la parola fine..
 Ecco quando questo accade  allora un po’ scrittore ti senti davvero…
Raccontaci di Viola, come è nato il suo personaggio?
Nel vecchio “romanzo”  sul caos esisteva  una voce narrante femminile e caotica .
E’ bastato ascoltarla con più attenzione e  “liberarla” da quelle pagine, che le stavano un po’ strette, per permetterle di andare là dove voleva lei…
Io l’ho fatto e così è nata Viola…
Mi ha colpito lo stile ironico, divertente, ma allo stesso profondo e mai banale del romanzo. Quanto c’è di Monica in questa storia?
Io e Viola abbiamo in comune la passione per la scrittura, per Ligabue e l’autoironia.
A sì, anche un passato alle postazioni di un call centre! Ma a parte questo lei ha una vita e una frangetta tutta sua, completamente indipendente dalla sottoscritta che, per fortuna non soffre di vertigini e sgranocchia tranquillamente biscotti alla vaniglia ;)
Come vivi la scrittura: è bisogno, passatempo o passione?
Due su tre: E’ una passione che diventa bisogno. Perché se non scrivo mi sento incompleta, insoddisfatta anche un po’ irritabile…
La scrittura mi permette di entrare in una dimensione parallela alimentata dalla creatività e io in quel mondo ci sto benissimo…
Il tuo racconto “una nessuna centomila” è molto diverso nel genere e nello stile di “Viola Vertigini e Vaniglia” , vuoi raccontarci di questa differenza?
Mi piace mettere che la scrittura sappia esplorare emozioni diverse.
In” Viola Vertigini e Vaniglia” il romanzo parte frizzante  e leggero, ma proseguendo si entra in una dimensione più intima, l’azione lascia spazio alla riflessione, l’ironia alla commozione..
Nel racconto “Una , nessuna, centomila” non avendo a disposizione molto spazio mi sono concentrata su un nucleo molto più ristretto di emozioni, sulle quali ho insistito per cercare di “farle vedere e sentire” al lettore, così come le avvertiva Anna, la protagonista.
Forse i testi ironici, che solleticano il buonumore, nascono più spontaneamente dalla mia penna, infatti anche per il Blog ho scelto questo stile ma ho nel cassetto anche racconti “più seri”. Vedremo  in che direzione andrà il prossimo romanzo…
Parliamo un po’ del futuro, hai progetti nel cassetto?
Tantissimi!
Viola, vertigini e vaniglia sta partecipando a due importanti concorsi letterari e conto di inserirla in “gara” anche per un terzo tutto on line…
Un  corso di che partirà a marzo con l’obiettivo di trovare “il canovaccio” su cui costruire un nuovo romanzo…
E una serie di idee con il gruppo delle 4writers a cui desidero assolutamente dar seguito anche dopo il blog tour J
Hai mai pensato ad un seguito di Viola?
Mi piacerebbe molto scriverlo! Ho preso un po’ le distanze dal romanzo per cimentarmi in qualcosa di nuovo ma  i personaggi di “Viola, vertigini e vaniglia” hanno ancora molte cose da dire e allora…mi sa che forse mi metto all’opera per raccontarle!

Grazie Monica per il tuo tempo
Le 4 writers 4 Blog ti augurano di realizzate tutti i tuoi sogni!




Trovate altre curiosità su monica al seguente link  

Scintille d'Anima - parole & poesie di Loriana Lucciarini: [4writers.4blog] - Freschezza in punta di penna......

Scintille d'Anima - parole & poesie di Loriana Lucciarini: [4writers.4blog] - Freschezza in punta di penna......: * Silvia Devitofrancesco * Oggi vi parlerò di lei, Silvia.  Il suo arrivo nelle 4writers è stato quasi casuale, proponendo una co...

sabato 25 gennaio 2014

4 writers. 4 blog – vi presento Loriana Lucciarini


Cari amici, oggi vi presento Loriana

 



Loriana l’ho conosciuta da poco e mi ha colpito il suo dinamismo unito al senso pratico, è una donna eclettica e inarrestabile nelle sue iniziative. Nessun minuto è sprecato, Loriana scrive, si interessa, è creativa e acuta nella scrittura e nelle tante iniziative a cui riesce a dar vita.
La storia di Loriana scrittrice ha radici nella sua infanzia e nei preziosi scritti di pugno di quel periodo custoditi in una scatola di ricordi. Poi la svolta, un regalo importante, una macchina da scrivere rossa che la fa sentire una vera scrittrice e alimenta il suo sogno. Poesie, racconti e romanzi si sono susseguiti negli anni vedendola protagonista di alcuni concorsi letterari.
Scrivere per Loriana è “bisogno e passione” come afferma lei stessa, sentimenti talmente forti da spingerla a pubblicare le sue opere in un primo momento con uno pseudonimo Charlotte Ridley, per poi svelarsi al suo pubblico nel 2013. Fra i vari voglio parlarvi delle ultime due opere pubblicate che mi sono piaciute particolarmente: Little Thoughts e  Il cielo d’Inghilterra.
Little Thoughts (Piccoli Pensieri) è una raccolta di pensieri, poesie e racconti brevi che si susseguono l’un l’altro nel blocco notes dell’autrice, trasmettendo vibrazioni e riuscendo a toccare le profonde corde dell’io
Il cielo d’Inghilterra è un romanzo armonioso, che racconta una bella storia d’amore e un sogno d’altri tempi ambientato ai giorni nostri.
Per leggere un saggio di queste opere consiglio il link


 
  


Se vi ho incuriosito su Loriana e volte saperne di più vi consiglio di visitare il suo blog
link.


 

Adesso mi diverto a fare la giornalista, chiedendo a Loriana di raccontarci un po’ di sé e della sua passione:
  1. Ciao Loriana, le vecchie macchine da scrivere hanno molto fascino, conservi ancora la tua rossa? La usi ogni tanto?
Purtroppo no! Lavorativamente l’ho soppiantata negli anni Ottanta con un più pratico e funzionale pc.
  1. Raccontaci qualcosa in più del tuo passaggio da “Charlotte Ridley” a Loriana. Quali ragioni ti hanno spinta ad uscire allo scoperto? Torneresti indietro?
E’ stato un percorso lungo e faticoso, dentro me stessa. Ho iniziato a pubblicare articoli in vari giornalini, da quello scolastico a quello di associazioni e piccola stampa locale, sempre rigorosamente firmandomi con altri nomi. In quel momento, superavo la diffidenza a “lasciarmi leggere”, apponendo altra identità a ciò che scrivevo. Parecchi anni dopo, su facebook, mi è venuta l’idea di creare Charlotte Ridley, il profilo del mio alter ego. Qui, protetta dall’anonimato, ho iniziato a pubblicare i miei racconti e soprattutto le poesie, ottenendo un buon successo. Decidere poi di firmare i miei scritto con il mio vero nome è stato l’ultimo passo, definitivo, compiuto con determinazione. Ma ci ho messo un sacco prima di dire: “chi scrive sono io!”  Se tornerei indietro? Assolutamente no!
  1. Le tue poesie mi hanno molto toccato, in particolare l’ultimo libro “Little Thoughts”. Come ti è venuta l’idea geniale di usare lo sfondo del blocco notes ai tuoi pensieri?
Perché è progettato proprio come un taccuino-raccoglipensieri. Quello che virtualmente ognuno di noi ha nella testa, dove ripone idee, sensazioni, pensieri quotidiani. Volevo renderlo tridimensionale, per coinvolgere di più il lettore nell’immedesimazione.
  1. Una domanda che forse ti avranno fatto in molti, i tuoi scritti sono autobiografici? 
In molto di quello che scrivo mi si può riconoscere. Alcune miei componimenti sono assolutamente autobiografici. In altri, invece, c’è solo l’empatia nel sentire e la sensibilità nel riportare emozioni. Per alcuni, invece vale la vecchia regola del “Non tutto quello che uno scrittore racconta è ciò che realmente ha vissuto.” J
  1. Come è stata l’esperienza del self-publishing su www.ilmiolibro.it? Ritieni sia una valida alternativa alla “vecchia maniera” di inviare i manoscritti alle case editrici?
Autopubblicarsi è l’unica alternativa in questo mondo editoriale dove, o sei qualcuno o non sei nessuno. Affidarsi ad editori a pagamento prosciuga il conto corrente e brucia ogni speranza, dopo esser stati cullati dall’illusione di avercela fatta. Trovo assurdo pagare un editore per far pubblicare un proprio libro, quando ci sono piattaforme di self-publishing che permettono di avere lo stesso risultato a costo zero!
Insomma, questa è un’ottima alternativa, in attesa di trovare un editore serio, di quelli vecchio stampo, che davvero crede in te tanto da investire sul tuo talento e offrirti un compenso, anziché chiederti dei soldi!
  1. Ti va di raccontarci come nasce una poesia? E’ frutto di un impulso o di un ragionato effetto di contenuti/parole?
A differenza della narrativa, la poesia (almeno per quello che mi riguarda) ha un percorso tutto particolare per la sua nascita. Mi definisco “un’anima a rilascio lento”, non reagisco subito agli eventi della vita, risalgono lentamente a tratti, per sedimentare tempo dopo. La poesia quindi è l’effluvio di questa sedimentazione, che poi riporta tutto a galla. Le emozioni, setacciate dal tempo e dal pensiero, arrivano più limpide e chiare, quasi ripulite. Le parole però che s’imprimono sulla carta non sono costruite, sono scritte di getto, con l’unico intento di dar forma - con le lettere - a un’emozione che ha bisogno di esser raccontata.
  1. Che sensazioni provi quando leggi un buon libro?
Mi emoziono. Sempre. Quasi a ogni pagina. Se un libro è davvero un buon libro, provo l’irrefrenabile desiderio della scoperta, pagina dopo pagina, di piccole perle di letteratura che so – perché la lettura è anche un patto segreto di fiducia e aspettativa  tra lettore e scrittore –troverò disseminate, pagina dopo pagina. Ci sono autori che s’incastonano nell’anima con piccole righe di testo e rimangono lì, non vanno più via.  Il maestro Erri De Luca è uno di questi abili e speciali autori.
  1. Che messaggi desideri trasmettere con le tue opere?
Vorrei toccare le corde dell’anima di chi legge, farle vibrare, accendere un’emozione, regalare un po’ di luce e colore. Vorrei soprattutto portare un messaggio di forza e speranza.

  1. Sei un’artista poliedrica, poesie, romanzi e disegni. Puoi darci qualche anteprima sui tuoi prossimi programmi?
Sto raccogliendo tutto il materiale scritto in passato, tentando di organizzarlo in pubblicazioni tematiche. L’idea è quella di una raccolta di poesie “a colori”, dove ogni colore definisce il tema generale, a cui afferiranno tutte gli scritti. Avrei anche una raccolta di racconti brevi già pronta, legata ai temi astrali, ma sono racconti di tanto tempo fa che devo ribattere e rivedere. Mi fa un effetto strano leggere il mio modo di scrivere vent’anni fa e sentirmi ancora così vicina, oppure, stranamente lontana da ciò che ero.  Intanto, se non mi faccio prendere da ulteriori iniziative, avrei un romanzo già pronto, in via di editing finale (ma assolutamente diverso per genere e scrittura dall’altro mio romanzo già pubblicato, “Il cielo d’Inghilterra”!). Per concludere, sto progettando un volume di racconti superbrevi, un’idea che mi piace moltissimo ma che è ancora in fase embrionale.


Grazie Loriana per il tuo tempo e attendo con curiosità le tue prossime opere!

a questo link potete leggere un'altra intervista 

martedì 21 gennaio 2014

Calendario 4 writers. 4 Blog

seguono i prossimi eventi!

GENNAIO
Martedì 21 gennaio: http://scintille-d-anima-dilorianalucciarini.blogspot.it/ ospita Monica Coppola
Mercoledì 22 gennaio: www.universodistelle.blogspot.com ospita Silvia Devitofrancesco
Giovedì 23 gennaio: http://violavertiginievaniglia.blogspot.it/ ospita Loriana Lucciarini
Venerdì 24 gennaio: http://ragazzainrosso.wordpress.com/ ospita Loriana Lucciarini
Domenica 26 gennaio: http://ragazzainrosso.wordpress.com/ ospita Monica Coppola
Lunedì 27 gennaio: www.universodistelle.blogspot.com ospita Loriana Lucciarini
Martedì 28 gennaio: http://scintille-d-anima-dilorianalucciarini.blogspot.it/ ospita Arianna Berna
Giovedì 30 gennaio: http://violavertiginievaniglia.blogspot.it/ ospita Arianna Berna
Venerdì 31 gennaio: http://scintille-d-anima-dilorianalucciarini.blogspot.it/ ospita Silvia Devitofrancesco

FEBBRAIO
Sabato 1 febbraio: www.universodistelle.blogspot.comospita Monica Coppola
Domenica 2 febbraio: http://ragazzainrosso.wordpress.com/ ospita Arianna Berna
Lunedì 3 febbraio: http://violavertiginievaniglia.blogspot.it/ ospita Silvia Devitofrancesco




4 writers. 4 blog – La ragazza in rosso - Silvia Devitofrancesco.

Oggi vi racconto di Silvia, una giovane donna di Bari. 




Silvia è intraprendente ed è una mente sveglia. La passione per la scrittura l’accompagna praticamente da quando ha imparato a scrivere, già da giovanissima si è contraddistinta scrivendo per il giornale scolastico delle medie.
Attualmente la nostra amica ha collaborato con la rivista web Cafè News Magazine in cui tiene una simpaticissima rubrica sui diari impossibili, in cui Silvia diventa Giulietta Capuleti, Eleonora Duse, Anna Bolena e molte altre. Silvia però non si ferma qui, Silvia è in continuo movimento, fa parte del comitato valutazione inediti della Libro aperto edizioni e, a soli 23 anni, ha già pubblicato aforismi e racconti, mentre un nuovo romanzo sta aspettando di prendere il volo. Un romanzo che aspettiamo cariche di curiosità.
Di seguito trovate alcune immagini dei suoi lavori e raccolte che la riguardano


                 


Se volete saperne di più sui lavori di Silvia vi consiglio questi link



Adesso viene la parte più divertente, perché Silvia risponderà ad alcune domande in esclusiva per noi:
  
1.      Raccontaci un po’ di te, sappiamo che fin da piccola amavi scrivere, quali altri sogni avevi? Li stai realizzando?
Non ci crederete mai, ma è così. Da piccola desideravo diventare una  professoressa di matematica e scienze nella scuola media. Mi ero persino iscritta al liceo scientifico optando, poi, pochi giorni prima dell’inizio dell’anno scolastico, per il liceo classico. Oggi non ricordo quasi più nulla di matematica! Quindi direi che i miei sogni sono decisamente cambiati come anche io sono cambiata. Non sono più timida, desidero far conoscere la mia arte. Il mio sogno è uno solo: diventare una scrittrice di successo e sto facendo di tutto per realizzarlo.
2.      Ti piace leggere? Quale autore ti regala maggiori emozioni?
Adoro leggere. Ho diversi autori che prediligo: Jane Austen per aver gettato le basi della letteratura femminile; Oriana Fallaci esempio di giornalismo (anche per questo ho scelto come percorso universitario uno a risvolto giornalistico) ma anche di dolcezza, si pensi a lettera a un bambino mai nato; poi il mio adorato Shakspeare, devo ammettere anche Pirandello e poi un autore poco noto al grande pubblico, Tondelli che con una scrittura diretta e incisiva riesce a parlare di temi “forti” toccando le corde dell’anima. L’elenco è lungo, ho nominato solo i più significati.
3.      Perché scrivi? Cosa ti spinge a prendere carta e penna (o pc)?
Scrivo per  esprimere me stessa e la mia essenza. Tra le rughe che escono dalla mia mente inserisco qui e là qualcosa di me, del mio carattere, della mia visione del mondo. Scrivo anche per far emozionare, poiché penso che al giorno d’oggi le emozioni autentiche si siano un po’ perdendo. Di questo incolpo le chat che hanno annullato gli sguardi. Quando scrivo lascio perdere il pc preferisco qualcosa di più tradizionale con carta e penna.
4.      Come sei passata dalla scrittura giornalistica ai racconti-romanzi?
Non ho fatto vero e proprio giornalismo. La mia scrittura è sempre stata creativa. Quando ho collaborato con caffè news riuscii ad ottenere la rubrica dei diari proprio per esprimere la mia anima creativa. Ciò può essere un controsenso vista la mia laurea in lettere con curriculum “Editoria e giornalismo”, ma lo stile giornalistico lo trovo troppo freddo e distaccato. Io sono un po’ più passionale.
 5.      Hai frequentato dei corsi di scrittura o sei autodidatta?
           Non ho frequentato dei corsi di scrittura creativa, tutto talento naturale ;)
 6.      Quando chiudi gli occhi e immagini il tuo pubblico, chi vedi?
Bella domanda! Vedo i miei affetti, la mia famiglia, i miei amici, ma vedo anche un grande pubblico che spazia dalla gente comune, agli studenti e, perché no, visto che sogniamo, anche qualche pezzo grosso del mondo della cultura ;)
7.      In quale argomento/genere letterario ti riconosci?
Preferisco scrivere romanzi o racconti di formazione nei quali avviene una crescita del personaggio. Adoro i risvolti amorosi, come tutte le donne! Tuttavia mi piacerebbe scrivere anche un romanzo impegnato che tratti temi storici o problemi sociali del nostro tempo.
8.      Dove preferisci scrivere? Nella tranquillità o nel caos (es. bar)?
          Amo scrivere a casa.  Seduta alla mia scrivania, la stessa sulla quale ho studiato dalle elementari alla laurea, nel silenzio totale della casa, al massimo tollero la presenza del cellulare.
9.      Puoi regalarci qualche informazione sul tuo prossimo lavoro? Per esempio, quanto tempo hai impiegato a scriverlo? Ti rappresenta?
Ho scritto un romanzo. Ho impiegato diverso tempo anche perché lavoravo alla tesi di laurea e quindi non è stata una genesi costante. Subito dopo la laurea, come mi ero prefissata, l’ho fatto conoscere a due editori, ora sono in ansia per la risposta! E’ una storia inventata con qualcosa di me, nella quale protagonista è la scrittura.


Un ringraziamento a Silvia e un sentito in bocca al lupo per il suo nuovo Romanzo!